Categorie, Tags e Tassonomie

Le tassonomie sono usate in WordPress per classificare contenuti e dati. Le principali tassonomie più usate, già presenti di default in WordPress, sono le Categorie e i Tags. Ma è possibile crearne anche di nuove.

Lo scopo di questa guida è quello di insegnare a  realizzare temi WordPress quindi, in questo articolo, non vedremo come creare tassonomie personalizzate. Infatti la loro creazione non può essere demandata ad un tema qualsiasi ma dev’essere implementata in un plugin in quanto, una qualsiasi classificazione di contenuto, non può essere persa se si dovesse decidere di cambiare tema.

Tuttavia è bene conoscerle. Infatti, in WordPress è possibile filtrare il contenuto da mostrare su di un sito in base ad una determinata tassonomia, ovvero in base ad un particolare tag o una specifica categoria. Di conseguenza è possibile creare specifici Template Files per personalizzarne la visualizzazione.

Per esempio, consultando la gerarchia di WordPress, i Template files che verrebbero eseguiti, se presenti, nel caso in cui si volessero filtrare e visualizzare solo gli articoli appartenenti ad una determinata categoria sono (in ordine gerarchico):

  • category-{slug}.php dove slug corrisponde al nome della categoria;
  • category-{ID}.php, dove ID è l’id della categoria;
  • category.php;
  • archive.php.

Ovviamente, se nessuno dei Template Files sopra elencati dovesse essere stato implementato, index.php avrà il compito di mostrare gli articoli richiesti dal visitatore.

Quindi, implementando il template file corrispondente alla particolare tassonomia è possibile personalizzarne la visualizzazione.

Dopo questa premessa, vediamo ora come possono essere usate le tassonomie per catalogare il contenuto di un sito e, in particolare, cerchiamo di capire qual è la differenza tra Tags e Categorie.

Differenza tra Tags, Categorie e Tassonomie

Come abbiamo detto Tags e Categorie sono delle tassonomie predefinite di WordPress. Ma, poiché entrambe sono usate per classificare Post, il loro utilizzo potrebbero creare confusione.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza!

Supponiamo di avere un sito di ricette e di volerle classificare ragruppandole in categorie.  Sicuramente potremmo catalogarle usando le seguenti categorie: primi piatti, secondi piatti, dolci e dessert, antipasti, insalate ecc..

Inoltre, le categorie hanno la caratteristica di poter essere organizzate in forma gerarchica. Quindi, per esempio, la categoria secondi piatti può essere a sua volta suddivisa in sottocategorie come secondi a base di pesce e secondi a base di carne.

Ma, reflettendoci, le ricette potrebbero essere anche distinte anche in base al particolare condimento, ad un particolare ingrediente o al contenuto. Per esempio: cioccolato (per i dessert), pollo al zenzero, pomodoro, orata ecc…

Quindi, cioccolato, zenzero, pomodoro e pollo possono essere i tags delle nostre ricette. In questo modo, grazie a questo tipo di classificazione, potremmo cercare nella categoria dolci quelle ricette che contengono il tag cioccolato.

Volendo si potrebbe creare un ulteriore classificazione che dipende dal tempo necessario per la cottura. Quindi si potrebbe creare una tassonomia personalizzata chiamata tempo di cottura che può assumere valori 0-30 minuti, 30-60 minuti, 60-90 minuti e così via…

Quindi, in pratica le tassonomie sono utili a raggruppare il contenuto di un sito e facilitarne la ricerca.

Come esempio ho usato un sito di ricette, ma la maggior parte dei siti possono fare ricorso a categorie, tags o a tassonomie personalizzare per classificare il proprio contenuto.

Classificare in modo corretto il contenuto di un sito, oltre a facilitare la navigazione ai visitatori, porta innumerevoli vantaggi anche dal punto di vista SEO. Infatti l’ User Experience (UX) è uno dei parametri usati dai motori di ricerca per indicizzare le pagine web. Se il contenuto di un sito è bene catalogato sicuramente ha una buona User Experience e sarà privilegiato dai motori di ricerca rispetto ai siti concorrenti.

Conclusioni

Concludendo, come hai notato in questo articolo non ho affrontato aspetti tecnici, ma mi sono limitato ad illustrarti lo scopo delle categorie, dei tags e delle tassonomie in WordPress.

Come ti ho detto la creazione di tassonomie personalizzate non rientra nello scopo di questa guida, ma è un argomento che sarà trattato nella guida sullo sviluppo di plugin. Per ora ci limitiamo a conoscere la loro esistenza, la loro funzione e la possibilità di personalizzare la visualizzazione di un elenco di Post appartenenti ad una particolare tassonomia creando specifici Template Files.

Con questo articolo abbiamo concluso la prima parte di questa guida, dove abbiamo parlato delle nozioni base da conoscere per creare un tema WordPress. Nei prossimi articoli inizieremo a vedere come implementare i diversi template files necessari per mostrare pagine, post, archivi ecc…

Nel frattempo, se hai dubbi o per qualsiasi informazione o chiarimento puoi scrivermi attraverso la pagina Facebook di BlogAmico, o contattarmi via email.


Prossimo articolo -> Template files per Articoli

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Indice argomenti della guida

  1. Introduzione: Come creare un tema per WordPress
  2. Cos’è un tema WordPress
  3. I template files di WordPress
  4. Cosa sono i Post Type di WordPress
  5. Struttura e organizzazione dei file in un tema WordPress
  6. A cosa serve style.css e come installare un tema in WordPress
  7. I template tags di WordPress
  8. Come funziona il Loop di WordPress
  9. Functions.php – Aggiungere caratteristiche e funzionalità a WordPress
  10. Come aggiungere javascript e css in WordPress
  11. Categorie, Tags e Tassonomie
  12. Template files per Articoli
  13. Creare un template diverso per ogni pagina WordPress
  14. Attachment Template Files
  15. Creare Template Files per Custom Post Type WordPress

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Rocco Vincy

Analista/Programmatore, web developer e blogger, mi occupo di sicurezza informatica e delle comunicazioni. Co-fondatore del sito/blog "BlogAmico" Telegram: @RoccoVincy

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